Tracce di fisica in guerra: le onde d'urto della Seconda Guerra Mondiale

Morte, distruzione e... spostamenti d'aria.

Non solo umana, ma anche fisica è la natura dei danni lasciati dalla Seconda Guerra Mondiale. I dati curiosi a riguardo, riportati dalla rivista Annales Geophysicae sulla base di studi condotti dall'Università di Reading, svelano le dimensioni notevoli di alcuni eventi. Per esempio, che le onde d'urto provocate dalle bombe sganciate dagli aerei impegnati nel conflitto sono state di entità talmente potente da raggiungere i 1.000 chilometri di altezza, arrivando letteralmente ai confini dello spazio. Lo studio ha analizzato 152 bombardamenti rilevanti, effettuati da parte degli Alleati durante il conflitto, tra il 1943 e il 1945.

Le onde d'urto delle esplosioni, di cui Hiroshima e Nagasaki rappresentano solo le ultime attestazioni nonché le più ricordate, hanno causato una riduzione importante della ionosfera, lo strato più esterno dell'atmosfera. Al lato "pratico", la ricerca ha quindi evidenziato l'elevata energia rilasciata da ogni raid aereo, pari a circa 300 lampi. Questo dato spiega, ad esempio, perchè i piloti degli aeroplani riportassero spesso danni ai velivoli, anche se attestati alle quote consigliate; mentre, allo stesso tempo, le persone e gli oggetti sotto i bombardamenti venissero scaraventati a distanze importanti per via delle onde d'urto delle esplosioni. 

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