La lettera anonima di un decorato della Luftfahrtruppe

Di Roberto Todero

 

Lettera n. 7.                                                                            16 aprile 1917 alle 11 di mattina

Caro fratello Richard!

Prima di tutto ti saluto di cuore. Come va, caro Richard? Sperabilmente sei sano e te la passi bene. Per me è lo stesso.

Allego alla lettera due mie fotografie, di certo mi riconoscerai. L’aeroplano con il quale io decollo porta il numero 64.51. Sperabilmente questa volta riceverò la medaglia d’oro. Sono maturo per la consegna. Ho già superato i 60 voli sul nemico. Forse mi sarà possibile venire in permesso nel mese di maggio. / al momento non saprei dire altro; aspetta ancora una risposta alla tua - se possibile ti manderò ancora un paio di fotografie!

Stammi bene, caro Richard! Chiudo, rimanendo il tuo sincero fratello Anton.

Saluti di cuore da mia moglie!



Un foglio di carta da lettera con impresso il Kappenabzeichen dedicato ai combattimenti sui Carpazi sostenuti dal Korps Hoffman nel 1914 - 1915 venne usato nel mese di aprile del 1917 da parte di un membro delle Luftfahrtruppe che non però non firmò la lettera con il cognome. Nonostante ciò il testo riesce ad essere di aiuto per capire chi sia stato il mittente.

Dall’Heldenwerk, storia ed elenco dei decorati con la Goldene Tapferkeitsmedaille scopriamo come tra i tanti ci sia stato un solo Anton appartenente alle Luftfahrtruppe che abbia ricevuto l’importante decorazione al valore: Anton Höllriegel, nato nel 1895; aveva ottenuto il Feldpilotenabzeichen il 9 dicembre del 1916 ed era stato aggregato alla Fliegerkomapanie (FliK) 16. Al momento della scrittura di questa lettera era già stato nominato Zugsführer ed operava nella stessa unità. Curiosamente Höllriegel comunica al fratello il numero del suo aeroplano: 64.51 dato che ce lo fa riconoscere come un Branderburg C. I, velivolo nato per la ricognizione ma utilizzato dal 1916 anche come bombardiere leggero. Costituita nel 1914 la FK 16 nel corso della guerra con l’Italia ebbe sede Toblach, Aisovizza, e Villach partecipando attivamente anche allo sfondamento di Caporetto.

Al nostro non sono attribuite vittorie e di lui, deceduto nel 1949, sappiamo ancora che risiedeva a Vienna e che almeno fino al 1940 riceveva l’indennità che gli spettava in quanto decorato con l’oro.

 

 

 

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